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Artista:Oscuro, Samek, Sgobino

TIEMPO DETENIDO

Nicoletta Oscuro: voce
Hugo Samek: percussioni
Matteo Sgobino: chitarra e voce

Questo lavoro di teatro e musica è stato pensato, progettato e sviluppato insieme agli operatori del Dipartimento delle Dipendenze dell’ASUIUD e della Cooperativa SocialeVladimir Hudolin” che collaborano con la Direzione della Casa Circondariale di Udine nella cura e nella riabilitazione dei detenuti con problematiche alcol-droga-GAP correlate.
Il lavoro si è svolto attraverso incontri, interviste, passaggio di materiali e scambi reciproci. Ci siamo ispirati al libro “Il giardino di cemento armato. Racconti dal carcere” a cura di Antonella Bolelli Ferrera, che raccoglie 26 racconti shock scritti da detenuti delle carceri di tutta Italia.

“qui la vita, quella che avvolge e stravolge, si mostra anche nella sua isopportabile e indicibile compessità. Questi che si raccontano sono uomini e donne nudi e onesti: se nudità e onestà consistono nell’arrivare a mostrarsi in quel che si è, insieme, delusi, disperati, e pure ancora affacciati sull’attesa.” Elio Pecora

A quelle storie abbiamo voluto accostare la musica e il canto, spaziando nel repertorio popolare italiano e non solo, in un percorso variegato che è insieme intimo e potente, ironico ed emozionante. Ne è nato un intreccio che con la parola, il canto, la musica e il racconto, attraversa pagine di vita: la vita “dentro”, le sue regole, i suoi rituali, i pensieri, le paure, i desideri e soprattutto l’attesa e la speranza. Perchè questa tematica? Perché l’attesa e la speranza occupano gran parte del tempo fisico e mentale del detenuto con il potere di accendere o spegnere le sue motivazioni e i suoi desideri. In carcere l’attesa e la speranza assumono un valore completamente diverso da quello di una persona in libertà perché durante la detenzione tutto è più incerto, vago, stancante, lontano.

“La speranza è l’arcobaleno gettato al di sopra del ruscello precipitoso e repentino della vita, inghiottito centinaia di volte dalla spuma e sempre di nuovo ricomponentesi: continuamente lo supera con delicata bella temerarietà, proprio là dove rumoreggia più selvaggiamente e pericolosamente.” Friedrich Nietzsche

Agenzia per lo spettacolo:
Edit Eventi srl
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